QUESTO PORTALE WEB UTILIZZA COOKIES TECNICI Ulteriori informazioni.

Ministero della pubblica amministrazione

logo

Il 13 febbraio, in una saletta strapiena di pubblico della libreria IBS di via de’ Cerretani a Firenze, è stato presentato l'ultimo libro di Marco Salucci, insegnante di storia e filosofia presso il nostro istituto: Il problema mente-corpo. Da Platone all’intelligenza artificiale. Il volume, che costituisce una ripresa e un considerevole aggiornamento di un testo dello stesso autore del 1997, è stato pubblicato dalla giovane case editrice Thedotcompany di Reggio Emilia, specializzata nella formazione informatica, tecnico-scientifica e manageriale. Il libro di Salucci apre una collana dedicata proprio da Thedotcompany al dibattito filosofico-scientifico contemporaneo.

L’incontro è stato introdotto e moderato da uno dei responsabili editoriali della casa editrice emiliana, il prof. Alessandro Pagnini dell’Università di Firenze, mentre sul contenuto specifico del libro e sul suo significato più generale l'autore si è confrontato con il prof. Alberto Peruzzi, docente di Filosofia Teoretica presso l’Ateneo fiorentino, e con Laura Bracco, neurologa ed esperta delle demenze degenerative in particolare della malattia di Alzheimer.

L’intervento del prof. Peruzzi è stato caratterizzato dall’analisi strutturale e contenutistica del volume di Salucci che, sostanzialmente, è scandito da una introduzione storico-filosofica al problema (dal dualismo di Platone a quello di Cartesio) e da un'analisi più marcatamente teoretica delle più recenti teorie riguardo al rapporto mente-corpo. Questa seconda parte costituisce indubbiamente la sezione più ampia, approfondita e propositiva del libro di Salucci. Facendo più volte riferimento al modello fornito dai sistemi informatici (il cosiddetto modello computazionale), il prof. Peruzzi ha passato in rassegna le varie teorie discusse nel libro, dal comportamentismo al funzionalismo fino alle più recenti della embodied mind. Riguardo a quest’ultima il relatore a sottolineato la centralità della teoria metafora come strategia cognitiva che da mera figura retorica diventa uno strumento con cui gli esseri umani si orientamento nel mondo e in cui convergono le azioni e le reciproche influenze fra mente, corpo, ambiente sociale e naturale. Proprio durante il dibattito, Salucci ha riconosciuto ad Alberto Peruzzi il merito di aver aperto, partendo dall’insegnamento e dal confronto con George Lakoff, la strada alla teoria della embodied mind quando questa non era ancora divenuta centrale come è oggi per la costruzione di una teoria della mente.

Alla luce dei risultati della ricerca sulla malattia di Alzheimer, la Dott.ssa Bracco ha fornito ragioni per confermare una delle ragioni di fondo del libro di Salucci, e cioè quella di abbandonare l'approccio meramente filosofico allo studio della mente per istituire il necessario confronto con le neuroscienze. Sarà sempre giustificato il nostro stupore di fronte al fatto che quell'organo molliccio poco più pesante di un chilo che si trova nel cranio possa generare un magnifico, variegato e colorato mondo spirituale ma ciò non giustifica una soluzione non naturalistica e non scientifica alla natura del mentale. La relatrice ha arricchito la sua esposizione toccando temi diversi come quello delle relazioni fra cervello-corpo-ambiente, quello della spiccata eterogeneità dei neuroni, della dinamicità e trasformazione delle loro relazioni, dell’impatto degli stimoli esterni ed interni sulle nostre strutture cognitive.

Proprio da queste ultime riflessioni ha preso spunto l’intervento dell’autore, il quale ha sostenuto che gli esseri umani hanno un punto di vista sulla relazione mente-corpo che si può definire “dualismo cartesiano spontaneo” non di rado accompagnato da un pizzico di presunzione antropocentrica praticata tanto in campo teologico quanto in quello filosofico. In realtà Salucci, come hanno più volte sottolineato i suoi interlocutori, non nasconde il fatto che nessuna teoria del rapporto mente corpo rappresenta una soluzione ma, pur presentando le varie posizioni in maniera imparziale ed equilibrata, non può però esimersi dal constatare i punti deboli di quelle posizioni che, per difendere l’eccezionalità della natura umana rispetto al mondo naturale, finiscono con il collassare in evidenti contraddizioni o col generare più problemi di quanti ne risolvano: come può una causa fisica produrre un effetto non fisico? come possono interagire fra loro due sostanze eterogenee? che tipo di sostanza non-fisica sarebbe dunque la mente?.

Dunque, da parte di tutti i colleghi e del Dirigente Scolastico dell'istituto, i più sinceri complimenti all'autore!

Marco Nocentini